Link risorsa: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=186927 Link risorsa: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=86979 Link risorsa: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=86793 Link risorsa: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=86184 I maestri dell'arte paesana I maestri dell'arte paesana Autore: Pilia Fernando Link risorsa: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=26203 I maestri dell'arte paesana Link risorsa: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=26104
La ceramica
Introduzione
La ceramica sarda di antica tradizione si è espressa essenzialmente nelle terrecotte, in alcuni casi invetriate mediante galena piombifera, realizzate al tornio. L'isola, ricca di argille, aveva in Oristano il centro più attivo e di eccellenza; altri erano Assemini, Villaputzu e Dorgali. I ceramisti di Pabillonis, a sud di Oristano, erano specializzati nella realizzazione di stoviglie (pentole e casseruole) pirofile. Ma una limitata produzione di terrecotte era presente in molti altri centri sparsi sull'intero territorio isolano. In numerosi villaggi, ad esempio, si è serbata memoria della produzione locale, cotta in una primitiva fornace, di tegole ("coppo sardo", mediamente più grande della dimensione oggi corrente) o, più raramente, di mattoni pieni. Tuttavia, le tegole così ottenute avevano vita breve a causa della non perfetta pulitura dell'argilla dalle materie estranee che ne facilitavano la fessurazione.
Le forme d'uso domestico più diffuse sono state due: la brocca, quella principale, e la conca. La brocca era destinata al prelievo dell'acqua potabile, in assenza di una rete idrica pubblica. In casa aveva un posto riservato che prevedeva la raccolta dei liquidi di trasudamento; in estate si copriva con un panno umido per mantenere costante la temperatura dell'acqua. Allargata nella bocca e nel collo, e portata da due a quattro manici ("asas"), diventava contenitore per cibi (miele, lardo, frutta, olive). Diffusa capillarmente in tutta l'isola, la brocca è rimasta il simbolo della perizia dei tornitori sardi (che per entrare nella corporazione dovevano saper realizzare tale manufatto in dimensioni scalari) e dei fornaciai, specializzazioni racchiuse nella generica definizione di artigiano della creta.
Essa mostrava leggere differenze nella forma della pancia, del collo, delle anse, a seconda del centro di produzione dove, naturalmente, erano realizzate in misure differenti, dalla piccola ("brocchittolu"), alla media ("brocchitta"), alla più grande. Una variante occasionale della brocca, realizzata a Oristano, era quella detta "della festa" o "della sposa", arricchita da aggiunte plastiche con veri e propri cicli narrativi tematici. Questa brocca rituale, pezzo di bravura recante spesso il nome dell'autore, era, a differenza di quella d'uso, invetriata con la galena che ne dava la caratteristica colorazione nelle sfumature del verde o del giallo, a seconda che vi prevalesse il rame o il ferro.
La conca ("scivedda, tianu"), grande bacile tronco-conico, era destinata principalmente a coadiuvare le fasi della panificazione: col bordo basso quella destinata alla lavorazione dell'impasto, alto qualora fosse impiegata per la lievitazione. Questa prassi panificatoria, diffusa nelle aree a vocazione frumentaria della Sardegna, quindi al centro-sud, determina in queste zone la massima diffusione della conca. Se ne conoscono rari esemplari istoriati, destinati a un uso rituale.
La modellazione di brocche e conche, ancora negli anni Cinquanta del secolo XX, avveniva per mezzo del tornio azionato dal piede. Una brocca di medie dimensioni piena d'acqua, portata un tempo sul capo attraverso la mediazione di un cercine in tessuto, aveva un certo peso: obiettivo del tornitore era dunque quello di realizzare un manufatto dai bordi sottili (in tal senso le pentole pirofile originarie di Pabillonis presentano spessori di impressionante sottigliezza), prassi completamente tradita dall'attuale produzione a scopo turistico.
Fonte: www.sardegnacultura.it
I testi
Titolo: Ceramiche : Storia, linguaggio e prospettive in Sardegna
Autore: Altea Giuliana, Angius Umberto, Annis Beatrice, Camarda Antonella, Cuccu Antonello, Frau Dario, Lilliu Giovanni, Lodde Sergio, Lupinu Giovanni, Manunza Maria Rosaria, Martorelli Rossana, Marzinot Federico, Ruggeri Ines, Sardo Michela, Sistu Giovanni, Zucca Raimondo
Introduzione/Prefazione: Lilliu Giovanni
Editore: Ilisso Edizioni
Data di pubblicazione: 2007
Luogo di pubblicazione: Nuoro
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Titolo: Artigianato sardo
Autore: Mossa Vico
Introduzione/Prefazione: Mossa Vico
Fotografie: Cintura Fausto, Pirozzi Giulio Romano
Editore: Carlo Delfino editore
Data di pubblicazione: 1983
Luogo di pubblicazione: Sassari
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Titolo: Arte Sarda
Autore: Arata Giuseppe, Biasi Giuseppe
Introduzione/Prefazione: Mossa Vico
Editore: Carlo Delfino editore
Data di pubblicazione: 1986
Luogo di pubblicazione: Sassari
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Intervista a Usai Doriana
Esponente di una famiglia asseminese tradizionalmente dedita all'artigianato della terracotta,Doriana Usai parla dei suioi orizzonti creativi, delle influenze stilistiche e artistiche nel campo della ceramica illustrando nel contempo le fasi di realizzazione e decorazione di manufatti ceramici.
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Artigiani della creta
In questo documentario il regista approfondisce il tema della lavorazione della ceramica, mostrandone tutte le fasi, dall'estrazione della creta alla cottura dei manufatti.
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Oristano, intervista a Deiana Gino
Muratore e depositario della tradizione artigiana della costruzione di tegole tipica di Silì, il signor Gino Deiana descrive le antiche tecniche e fasi di lavorazione che questa attività comportava.
Ceramica Artistica dei Fratelli Deiana - Siniscola
Il filmato esplora l'affascinante mondo delle ceramiche della famiglia Deiana. Mondo dell'artigianato e mondo dell'arte, tradizione e innovazione, si riuniscono per creare nuovi mondi e nuove frontiere degli antichi saperi.
Brokkarios - Una famiglia di vasai
Il film documenta l'attività di vasai della famiglia Casu, che vive e opera a Siniscola (Sardegna centro-orientale).
Cento anni di ceramica
La tradizione sarda nella lavorazione della ceramica ha radici lontane come è stato sottolineato nella mostra Cento anni di Ceramica allestita dall’Isola a Sassari nei locali del Padiglione dell’artigianato nel 2001. Anche il documentario seguendo il percorso proposto dagli espositori ha ricalcato le varie tappe storiche della tradizione.Audio
Autore: Pilia Fernando
Interventi: Pinna Antonio, Piras Giuseppe
Descrizione: La ceramica sarda di antica tradizione si è espressa essenzialmente nelle terrecotte, in alcuni casi invetriate mediante galena piombifera, realizzate al tornio. L'isola, ricca di argille, aveva in Oristano il centro più attivo e di eccellenza; altri centri importanti erano Assemini, Villaputzu e Dorgali. I ceramisti di Pabillonis, a sud di Oristano, erano specializzati nella realizzazione di stoviglie come pentole, casseruole e pirofile.
Link risorsa: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=26208 
Interventi: Pinna Antonio, Piras Giuseppe
Autore: Pilia Fernando
Interventi: Pinna Antonio, Piras Giuseppe



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