Tags: Cuoio e pelle
La storia millenaria della concia e della lavorazione della pelle in Sardegna si è da tempo sedimentata nella cultura artigianale isolana.
Le numerose particolarità, che ne hanno sempre contraddistinto la fattura e che si sono tramandate di generazione in generazione, hanno subito un importante processo evolutivo pur tenendo fermi i cardini della rigorosa tradizione regionale. Gli equilibri stilistici, la qualità della materia prima e l'eleganza della confezione hanno trovato sbocco commerciale nella produzione di numerosi manufatti artigianali, originali e tipici ma sempre realizzati ancora con antica perizia.
I tradizionali saperi relativi a tale lavorazione resistono nel tessuto sociale isolano e hanno avuto, in tempi recenti, una certa evoluzione indotta dalle esigenze della domanda locale da una parte e dall'introduzione di nuove possibilità tecnologiche nei processi produttivi dall'altra.
Oggi, come ieri, la lavorazione di cuoio e pelle ha portato principalmente alla realizzazione di prodotti per l'equitazione come le selle, le briglie e della attrezzatura specialistica per il settore. Tali prodotti, di assoluta e pregevolissima fattura, approdano regolarmente nei più rinomati ippodromi del mondo.
Subito dopo l'universo equestre, la lavorazione della pelle si estende alla produzione destinata al mercato calzaturiero e dell'abbigliamento. Dopo i famosissimi gambales, in Barbagia, si utilizzano pelli di capra rovesciate per modellare caldi giacconi, ispirati alla tipica tradizione dell'interno dell'Isola.
Punto importante è la produzione di oggettistica di souvenir. Decorata a freddo, la pelle dà vita a borse, cinture, portafogli, cuscini, agende e a tutta un'ampia gamma di prodotti.
In alcune zone della Sardegna è di elevato livello qualitativo la produzione di tappeti, ovvero pelli di capretto e d'agnello conciate che, cucite fra loro, diventano veri scendiletto destinati all'arredamento di camere per bambini.
Attualmente nell'Isola è presente solo una conceria, ad Abbasanta, mentre numerose sono le zone dove si trasforma il semilavorato, quali Cagliari, Monserrato, Decimomannu e Pula, l'alto Oristanese, Dorgali e l'area di Sassari, tra Ozieri e Santu Lussurgiu.
Fonte: www.sardegnacultura.itAudio
audio



Cuoio e pelle